Ho visto il primo film scritto da una AI
È il futuro del cinema o la fine della creatività umana?
Prima di iniziare: grazie! Grazie a tutti quelli che hanno letto il primo numero della newsletter, grazie a chi si è iscritto, grazie a chi mi ha dato un feed, grazie a chi mi ha suggerito rubriche e notizie da inserire. Un’amica mi ha chiesto: Perchè una newsletter? Non ti basta il sito, i profili social e la radio? Ci ho pensato un po’, perchè in fondo l’ho anche spiegato nel primo numero ma evidentemente non bastava. Le ho risposto che mi piace pensare che la persona che sceglierà di leggere queste righe debba fermarsi un attimo, da quello che sta facendo, dal suo lavoro, dal suo tran tran quotidiano, dai suoi pensieri, dalle preoccupazioni, prendersi del tempo, perdersi nella lettura, nelle divagazioni, nelle riflessioni… too much romantic? Non lo nego. Per questo grazie! Iniziamo.
Ho visto "The Last Screenwriter", film svizzero del 2024 diretto da Peter Luisi.
La sceneggiatura è stata scritta interamente da ChatGPT 4.0. La trama segue Jack, uno sceneggiatore di successo che si trova a confrontarsi con una AI in grado di eguagliare le sue capacità, mettendo alla prova la sua carriera e la sua vita personale.
Un film (che potete trovare interamente su YouTube) che si pone sia come provocazione che come esperimento: può una macchina scrivere una storia capace di emozionare, sorprendere e coinvolgere? Da dove arriva la creatività umana? Non è forse frutto di esperienze, stimoli visivi, frammenti di quello che va a formare il nostro bagaglio e il nostro immaginario? E questi… frammenti (chiamiamoli così), non possono essere paragonati agli imput, ai dati con cui vengono “addestrate” le AI?
Domande che rimangono nell’aria, spunti molto interessanti che possono essere riassunti in:
L’AI è uno strumento o un pericolo?
Ma soprattutto:
com’è questo fantomatico film scritto da una AI?
Al di là degli argomenti e degli spunti molto interessanti che il film fornisce, "The Last Screenwriter" è un film tipicamente “medio”, non brilla per regia, per interpretazioni, per soluzioni adottate. E’ uno di quei film di cui si dice:
“Bello lo spunto di partenza, ma…”.
La vera attrattiva di "The Last Screenwriter" è la sua genesi e le polemiche che ha suscitato (la prima mondiale a Londra è stata annullata a causa di proteste legate all'uso dell'intelligenza artificiale nella scrittura cinematografica).
Il fatto che sia stato scritto da una AI è il vero punto di discussione, molto più della storia stessa. Se fosse stato scritto da un essere umano, probabilmente nessuno ne parlerebbe. È il classico caso in cui il "come" sovrasta il "cosa".
Il film non è brutto, ma nemmeno memorabile. Si lascia vedere, come si vedono tanti film “medi” che vediamo su Netflix con un occhio allo schermo e uno allo smartphone. È un prodotto che esiste per dimostrare qualcosa, più che per lasciare un segno nel cinema.
L’AI è uno strumento o un pericolo per il cinema?
Mia opinione: dipende da come la si usa. Se consideriamo l’AI come uno strumento di supporto per sceneggiatori umani, può essere utile per generare idee, suggerire variazioni di trama o persino scrivere bozze da rifinire. Ma se diventa un sostituto, il rischio è un’industria cinematografica appiattita, dove le storie vengono prodotte in serie senza il tocco di chi sa cosa significa davvero raccontare una storia.
Nota: questo vale anche per altri lavori, come quello del giornalista, per esempio…
Il pericolo più grande, in realtà, non è che l’AI scriva film (quanti film vediamo talmente piatti e prevedibili che sembrano scritti con il pilota automatico?), ma che venga usata dagli studios per abbassare i costi e ridurre il ruolo degli sceneggiatori umani.
Veniamo al vero punto, al cuore del film, cioè:
un AI può davvero scrivere un film migliore di un essere umano?
L’AI può imitare, rielaborare, seguire schemi narrativi già esistenti, ma non può ancora innovare davvero. Le storie migliori nascono dall’esperienza umana, dall’intuito, dalla capacità di trovare collegamenti inaspettati tra idee.
Per non parlare poi di tutti gli altri elementi che fanno un film: la regia, la fotografia, le interpretazioni, tutti quegli aspetti imprevedibili, quelle scelte registiche dell’ultimo minuto, quelle intuizioni geniali che capitano a volte su un set e che rendono la scena indimenticabile.
Se il cinema diventerà dominato dalle AI, potremmo ritrovarci con film sempre più prevedibili, con narrazioni che sembrano funzionare ma che non ci toccano veramente. La creatività umana è fatta anche di errori, di intuizioni improvvise e di scelte che sfidano la logica. E questo, per ora, un AI non lo sa fare.
Ancora…
Mi sono divertito a fare un esperimento: conoscete quei film natalizi che ogni anno ci sommergono? Quelli in cui un lui o una lei, ormai cinici e disillusi sull'amore (e magari anche sul Natale), si ritrovano per qualche motivo nel loro paese d’infanzia, dove rivedono vecchi amici, riscoprono le radici e, inevitabilmente, rincontrano una fiamma del passato che riaccende il fuoco dell’“amore vero”? E da lì, tra lucine e fiocchi di neve, riscoprono la bellezza delle piccole cose, della famiglia, della semplicità… insomma, il copione lo conoscete.
Ecco, ho provato a chiedere a Chat GPT di realizzare insieme a me una storia di questo tipo. Ecco cosa ne è uscito fuori.
Collaborazione, appunto. A me non sarebbe mai venuto in mente di inserire una palla di Natale magica che riavvolge il tempo, a Chatty (si, chiamo così il mio ChatGPT) non sarebbe mai venuto in mente di mettere i mostri giganti. Questo perchè la AI non sa che
i mostri giganti stanno bene su tutto.
A proposito di AI e cinema:
aperte le iscrizioni per la terza edizione dell’AI Film Festival che torna nella primavera del 2024 con eventi a New York e Los Angeles.
Qui trovate tutte le informazioni che vi servono per partecipare.
Telegrafico sugli Oscar
Contentissimo di "FLOW - Un mondo da salvare" (che torna al cinema in oltre 150 sale).
Bello il discorso sul cinema indipendente fatto dai registi premiati. In indipendenza si possono fare film belli che vengono premiati e magari incassano pure.
Dispiaciuto tantissimo per Demi Moore, se lo meritava l’Oscar, per l’interpretazione, il coraggio e la straordinaria carriera.
Anora mi è piaciuto, ma era un film da Oscar? Vorrei tanto sapere quali di questi film premiati verranno ricordati tra qualche anno.
I veri film che dovevano contendersi la statuetta quest’anno non sono stati selezionati. Tipo lo snobbatissimo e bellissimo Civil War.
Coppola dimenticato ma premiato ai Razzies… il mondo è veramente un posto ingiusto.
🎬Ultime cose viste
Mickey 17 di Bong Joon-ho è un film stratificato e complesso che usa la fantascienza per parlare della nostra società e del ruolo degli esseri umani negli ingranaggi del capitalismo. E’ grottesco, è ironico, fa ridere e fa riflettere ma, secondo me, soffre di una bulimia che alla fine stanca. Comunque interessante, merita sicuramente una visione. Ne parlo qui.
La città proibita di Gabriele Mainetti è un crossover tra il cinema di arti marziali e il crime romano (o alla romana). A tratti esaltante, girato benissimo, coreografato anche meglio, con una protagonista silenziosa e letale che vorrei vedere tipo subito in un altro film di vendetta. Soffre un po’ l’effetto macchietta nelle battute iniziali nelle scene romane, spesso le due anime del film mal si amalgamano, ma quando il film accelera si rimane inchiodati alla poltrona. Adesso però voglio vedere Mainetti alle prese con un action alla John Woo, magari senza derive romanocentriche.
Storia della mia famiglia (su Netflix) è una serie tv italiana che ci ricorda che le famiglie non sono solamente quelle formate da persone dallo stesso sangue. Ben recitato, fa ridere, fa piangere ma soprattutto ti fa affezionare ai personaggi e alle loro storie, così fragili e insicuri da suscitare immediata simpatia e immedesimazione. Finisce un po’ così, confidiamo in una seconda stagione. Ne ho scritto qui.
Reacher, su Prime Video. Bentornati anni ‘80. Perchè Jack Reacher viene direttamente da quegli anni lì, tutto machi colossali (e questa volta Reacher trova uno più grosso di lui), azione brutale e battute taglienti. La serie è tutta qui, divertente e leggera, c’è chi la trova sciocca, io mi diverto. Mancano poche puntate alla fine, comunque già rinnovato per un’altra stagione.
Beatlesmania a Preferito Cinema Show
Nell’ultima puntata di Preferito Cinema Show abbiamo ospitato in studio Maria Luisa Madera e Luigi Luppola del The Official Beatles Fan Club Pepperland. Insieme a loro, e con l’introduzione telefonica dell’amico Maurizio Guccini, autore del bel libro “Rock Tales - Storie dimenticate e indimenticabili” abbiamo intervistato Freda Kelly, storica segretaria della band e custode di segreti e aneddoti incredibili sui Fab4, che è intervenuta telefonicamente da Liverpool!
Ecco la puntata in video 👇
Se invece volete ascoltarvi il podcast su Spotify - solo talk senza musica - vi basta cliccare sull’immagine.
Non capita tutti i giorni di intervistare una persona protagonista di un periodo storico e musicale leggendario, protagonista anche di un bel documentario diretto da Ryan White edito Feltrinelli Real Cinema.
🎙️Nella prossima puntata ospiteremo invece il regista Franco Angeli e Livia Bonizafi che ci parleranno di “Kindeswhol, Il bene del bambino”, disponibile in streaming su CGtv.it e su Prime Video Italia. Il film racconta la storia vera di una madre, Marinella Colombo, diventata paladina dei diritti genitoriali.
Cosa sei disposto a fare? Quanto sei disposto a rischiare per poter riabbracciare tuo figlio anche solo per un momento, dopo che ti è stato portato via?
Appuntamento martedì 11, ore 16, Radio Kaos Italy.
⚒️Tool, link utili, plug in, svago…
Un plug-in indispensabile su ogni sito Wordpress: UpdraftPlus permette di fare backup, ripristinare e migrare siti web in modo semplice e automatizzato, salvando i dati su cloud o server locali. C’è anche la versione a pagamento ma quella free va più che bene.
FilmGrab – Database di screenshot da migliaia di film, utile per analisi visive e approfondimenti stilistici.
Box Office Mojo – Monitoraggio degli incassi globali con dati aggiornati.
Volete fare una pausa dello stress quotidiano e dal lavoro? Lofi and game: giochini scemi da fare direttamente sul browser del pc. Occhio che crea dipendenza.






