Adolescence e l'abisso della manosfera
La nuova miniserie Netflix è un viaggio claustrofobico nella mente di un tredicenne accusato di omicidio, e un ritratto impietoso dell'influenza dei social media sulla percezione della verità.
Ciao! Come state? Anche questa volta avevo pensato ad un altro contenuto per questa newsletter, ma poi è arrivata, un po’ a sorpresa, questa nuova miniserie Netflix, che ha calamitato l’attenzione di un po’ tutti. Giustamente, perchè, per quanto ansiogena, tocca temi importanti e si fa portavoce di una riflessione più ampia su come i media e i social plasmino la percezione della realtà. Ho pensato fosse interessante farne un approfondimento, anche perchè, ditemi la verità, quanti di voi hanno già sentito parlare di “manosfera”'? Ecco, alla fine di questa puntata ne saprete un po’ di più… e sarete seriamente preoccupati 😅! Iniziamo và…
Siete a casa vostra, alle sei del mattino. È una giornata come tante altre, vi state preparando per andare al lavoro, i vostri figli dormono ancora. All'improvviso, la porta viene sfondata. Poliziotti armati entrano in casa vostra. Salgono le scale. Entrano nella camera di vostro figlio, un ragazzino di 13 anni. Lo arrestano per omicidio.
È così che inizia Adolescence, la nuova serie Netflix in quattro episodi, creata da Jack Thorne e Stephen Graham (che è anche attore nella serie nel ruolo del padre del ragazzino). E questo è solo l'antipasto di quello che vi aspetta.
Con un impressionante 98% su Rotten Tomatoes, Adolescence ha conquistato sia il pubblico che la critica. Il Financial Times l’ha definita "una delle più spietate esplorazioni della giovinezza nell’era digitale".
Jamie Miller (interpretato dall'esordiente Owen Cooper, bravissimo è dir poco), viene arrestato per l'omicidio di una compagna di classe. Ogni episodio esplora un momento diverso della vicenda: l'arresto, l'indagine a scuola, la valutazione psicologica in carcere, e infine le conseguenze sulla famiglia.
Adolescence è interessante per vari aspetti. Intanto per come è girata: ogni episodio è realizzato in un unico piano sequenza, senza tagli visibili. Questo significa che lo spettatore non ha mai un momento di respiro, vive ogni secondo insieme ai personaggi, sente ogni loro ansia, ogni loro esitazione.
Questa tecnica non è solo un esercizio di stile, ma amplifica la sensazione di realismo e di urgenza, trasportandoci direttamente nella storia.
La telecamera segue i personaggi in tempo reale, creando un senso di immersione e intimità che alterna momenti frenetici a momenti di insostenibile vicinanza emotiva (il terzo episodio è un tour de force emotivo).
È una tecnica che il regista Philip Barantini aveva già utilizzato nel film Boiling Point (bellissimo, recuperatelo, sempre con Stephen Graham), ma qui la porta a un livello successivo. Perché quando sei costretto a seguire un ragazzino che viene strappato dal suo letto all'alba, che piange nel furgone della polizia chiedendo di suo padre, che viene interrogato in una stanza fredda e asettica... beh, non c'è via di fuga. Sei lì con lui. E con i suoi genitori, interpretati da Graham e Christine Tremarco, che assistono impotenti a questo incubo.
Il piano sequenza ti rende prigioniero della narrazione, proprio come i personaggi sono prigionieri delle circostanze. Non puoi distogliere lo sguardo, non puoi prendere fiato. Sei lì, con loro, in tempo reale.
Ma Adolescence, al di là degli aspetti stilistici e interpretativi incredibili, non è solo la storia di un crimine. È un'esplorazione profonda di come la cultura online tossica - quella che viene chiamata "manosfera" - possa infiltrarsi nella mente di un adolescente apparentemente normale, cresciuto in una famiglia amorevole.
Se non avete familiarità con il termine, sappiate che la "manosfera" è quell'angolo di internet popolato da uomini che promuovono idee misogine, spesso mascherandole da "consigli per il successo" o "verità scomode sulla natura femminile". Figure come Andrew Tate (citato esplicitamente nella serie) ne sono i profeti, e i loro seguaci vanno dai semplici curiosi ai veri e propri estremisti.
Apriamo parentesi: chi è Andrew Tate?

Andrew Tate è uno dei personaggi più controversi e discussi dell’era digitale. Ex kickboxer, imprenditore e influencer, si è fatto strada sui social media grazie a un mix di retorica motivazionale, ostentazione di ricchezza e discorsi apertamente misogini. Per alcuni è un “modello di successo maschile”, per altri è un pericoloso diffusore di idee tossiche che stanno influenzando milioni di giovani uomini in tutto il mondo.
A partire dal 2020, la sua presenza sui social è esplosa grazie a contenuti virali in cui promuove una visione estrema della mascolinità. I suoi video mostrano auto di lusso, jet privati, ville sfarzose e un atteggiamento sprezzante nei confronti delle donne, viste come oggetti di conquista e sottomissione.
Attraverso i suoi contenuti, diffonde messaggi come:
Gli uomini devono essere dominanti e potenti per avere successo nella vita e con le donne.
Le donne sono inferiori agli uomini e devono obbedire ai loro partner.
Il femminismo ha distrutto la società moderna e ha reso gli uomini deboli.
Il denaro e il potere sono gli unici veri indicatori di valore di un uomo.
Molti giovani lo seguono perché vedono in lui un modello di successo, qualcuno che “dice le cose come stanno” e che li sprona a diventare economicamente e fisicamente più forti. Ma dietro questa facciata di auto-miglioramento si nasconde un messaggio più insidioso.
Tate è diventato una figura centrale della Manosfera. Attraverso la sua Hustler’s University, un programma online che prometteva di insegnare agli uomini come diventare ricchi, ha creato un esercito di giovani devoti che diffondono i suoi contenuti su TikTok, YouTube e Twitter.
La sua retorica ha contribuito a normalizzare il sessismo online, influenzando milioni di adolescenti che lo vedono come un mentore. Invece di proporre un modello di mascolinità sano, Tate alimenta insicurezze e rabbia, spingendo i giovani verso un’ideologia di dominio e disprezzo verso le donne.
Nel dicembre 2022, Andrew Tate e suo fratello Tristan sono stati arrestati in Romania con l’accusa di traffico di esseri umani, sfruttamento sessuale e stupro.
Nonostante il suo arresto e il blocco di molti dei suoi account sui social media, il suo seguito non ha fatto altro che crescere. I suoi fan lo considerano una vittima di un complotto orchestrato da governi e femministe per mettere a tacere “la verità”.
Ok, ma esattamente cos’è la Manosfera?
Dietro questa parola si nasconde una rete oscura e frammentata di comunità digitali che promuovono una visione tossica della mascolinità, spesso alimentando misoginia, odio e idee estremiste. Se un tempo erano nicchie isolate, oggi queste ideologie hanno un impatto concreto sulla società, influenzando giovani uomini e contribuendo a un clima di tensione e radicalizzazione che può sfociare in violenza reale.
Il termine Manosphere nasce negli anni 2000 per descrivere una serie di comunità online composte principalmente da uomini che discutono di tematiche legate al genere, alle relazioni e al ruolo maschile nella società. All’apparenza, potrebbe sembrare uno spazio di supporto per gli uomini, ma in realtà molte delle sue sottoculture si basano su idee profondamente problematiche e pericolose.
All’interno della Manosfera si trovano gruppi diversi, ognuno con le proprie credenze, ma spesso interconnessi tra loro:
🔴 Incel (Involuntary Celibates) – Comunità di uomini che si definiscono "celibi involontari" e attribuiscono le loro difficoltà sentimentali e sessuali alle donne, viste come esseri manipolatori e superficiali. Alcuni incel estremisti hanno compiuto atti di violenza, come il massacro di Toronto del 2018.
🔴 Red Pillers – Ispirati al concetto della "pillola rossa" di Matrix, credono di aver "scoperto la verità" sulle dinamiche di genere, ritenendo che la società sia controllata dalle donne e che gli uomini debbano manipolarle per ottenere ciò che vogliono.
🔴 Men Going Their Own Way (MGTOW) – Uomini che rifiutano completamente qualsiasi relazione con le donne, vedendole come un pericolo per il loro benessere finanziario ed emotivo.
🔴 Pick-Up Artists (PUA) – Individui che insegnano strategie per sedurre e "dominare" le donne, spesso con tecniche manipolatorie e aggressive.
Il problema non è solo quello che viene detto in questi spazi, ma l’impatto che ha sulla realtà: dalle aggressioni sessuali alla diffusione di teorie del complotto che minano i progressi sociali.
Affrontare questo problema significa educare, contrastare la disinformazione e offrire alternative sane ai giovani uomini, in modo che non cadano vittime di narrazioni tossiche che li trasformano in strumenti di odio.
Ma purtroppo, credo, non basti questo.
Il vero problema, secondo me, è molto più profondo e insidioso: non riguarda solo l’educazione, ma il modo in cui i ragazzi assorbono i messaggi che li circondano in un mondo iperconnesso.
Oggi, le nuove generazioni crescono immerse in un flusso continuo di contenuti, di stimoli, di imput. Ogni giorno, i social media bombardano i ragazzi con video, trend e messaggi che plasmano il loro modo di pensare. Ma cosa resta veramente nella loro mente? Quali idee filtrano e quali scivolano via?
Tutto questo avviene in modo frammentato, veloce, quasi subliminale. Nessuno di questi contenuti da solo è sufficiente a creare un’ideologia, ma goccia dopo goccia possono costruire una mentalità. E quando ce ne accorgiamo, potrebbe essere troppo tardi.
Non abbiamo ancora abbastanza distanza storica per capire come la tecnologia stia realmente modellando il pensiero delle nuove generazioni. Tra dieci, vent’anni, potremo forse guardare indietro con lucidità e analizzare gli effetti di questa esposizione costante. Ma nel frattempo, cosa sta accadendo?
Tate è preoccupante, certo, ma lui è solo un sintomo di un fenomeno più grande:
la mancanza di un’educazione mediatica adeguata in un’epoca in cui i social stanno ridefinendo le regole della società.
Forse tra qualche anno ci renderemo conto di quanto questa esposizione massiccia e non regolata abbia influenzato intere generazioni. Forse lo capiremo quando vedremo il modo in cui i ragazzi di oggi diventeranno adulti, quando osserveremo le loro relazioni, il loro modo di pensare, il loro approccio alla vita.
Ma a quel punto, saremo ancora in tempo per cambiare qualcosa?
Mentre chiudo questo numero mi arriva un comunicato stampa sull’uscita di una docu serie che ragiona sui pericoli della vita vissuta online, altro aspetto da non sottovalutare in questi nostri strani tempi. Ve la segnalo: si chiama Devil in the Family: The Fall of Ruby Franke, disponibile su Disney+ con tutti e tre gli episodi.
Quando, nell'agosto del 2023, la popolare vlogger Ruby Franke viene arrestata per abusi su minori, la vicenda diventa subito una delle notizie più di tendenza in America. Per anni, il canale YouTube dei Franke ha documentato una vita familiare sana e felice, con quasi 2,5 milioni di abbonati nel suo momento di massimo successo.
Ma le famiglie felici raramente sono quello che sembrano.
🎬Ultime cose viste (Film e serie tv)
Nonostante è il secondo film diretto da Valerio Mastandrea (dopo Ride, del 2018). Ed è uno di quei film che mi fanno profondamente irritare (e sono gentile). Perchè poteva essere una bellissima storia d’amore fantastica - tipo Ghost o Il paradiso può attendere (citati in conferenza stampa, anche se mi ha ricordato molto anche il bellissimo, romanticissimo e ormai dimenticato Accadde in paradiso del 1987 diretto da Alan Rudolph con Timothy Hutton e Kelly McGillis), invece sembra che non ci si voglia mai sporcare le mani con il “genere” e allora giù di metaforone che appesantiscono e non sono necessarie - oltre ad essere un sacco banali (lui che fa ginnastica e non riesce a saltare perchè è un tipo che “non si lancia”… ecchepalle!). Quando la storia d’amore arriva, è troppo tardi, non ci crediamo mai, complice una scrittura maldestra del personaggio femminile. Spreca anche l’unico personaggio interessante del film, interpretato da Giorgio Montanini. Era veramente così difficile fare una squisita, appassionante, stracciacuore e strappalacrime storia d’amore? Uscirà nella sale il 27 marzo. Fate un po’ voi.
Discorso più o meno simile per The Last Showgirl, diretto da Gia Coppola. E’ la storia di Shelly, showgirl di Las Vegas, interpretata da Pamela Anderson, che dopo 30 anni di attività, quando il suo storico spettacolo chiude bruscamente, deve ripensare il suo futuro e affrontare le scelte del passato. E’ un film che prova ad essere un The Wrestler al femminile, ma non ce la fa. Tutto abbozzato, tutto troppo superficiale, tante cose buttate nel calderone e mai approfondite, con un finale che arriva brusco quando tu sei lì che ancora aspetti un qualcosa, un picco drammatico, un sussulto. Inerme, ecco la parola giusta. Pamela Anderson (nominata ai Golden Globe 2025) è bravissima a mettersi in gioco in un film che è un po’ specchio della sua vita, ma più di lei lo è Jamie Lee Curtis che veramente non ci si crede al suo coraggio e a quello che porta in scena. Uscirà nelle sale italiane il 3 aprile.
Di questi due film ne scriverò approfonditamente su Sitopreferito e magari ne farò dei reel. Nel mentre sto continuando a vedere la serie sudcoreana Glory (su Netflix) e Il Gioco della Morte (su Prime Video). Me ne avete consigliate altre, metto in lista, magari faccio una puntata dedicata a questo genere di serie. Come sempre, se avete consigli, scrivetemi pure!
Cinema, TV e… il mondo dell’hard!
L’ultima puntata di Preferito Cinema Show è iniziata con la diretta telefonica a Roberto Ciufoli, presentatore del Cortinametraggio, fino al 23 marzo a Cortina D’Ampezzo. Telefonata molto divertente in cui, oltre a parlare del Festival di cortometraggi, non ho potuto non togliermi una curiosità, e chiedergli della sua partecipazione in veste di attore ad un corto in cui ha un ruolo molto disturbante intitolato Klunni the clown. Se cliccate qui potete vederlo anche voi.
Se cliccate sotto invece potete rivedere la puntata in video 👇
Se invece volete ascoltare il podcast su Spotify - solo talk senza musica - vi basta cliccare sull’immagine (ci siamo solo noi in tutta la nostra sfavillante bellezza perchè l’ospite ha preferito non essere inquadrato).
🎙️Nella prossima puntata parleremo invece di… Pino e Massimo!
A settant’anni dalla nascita, arriva come evento speciale al cinema, solo il 31 marzo, l’1 e il 2 aprile, il documentario Pino diretto da Francesco Lettieri, documentario su uno dei più amati maestri della musica italiana contemporanea, ovviamente Pino Daniele. Lo vedrà per noi l’amico e regista Riccardo Camilli, da sempre grande appassionato dell’artista. Dalla proiezione e conferenza stampa Riccardo arriverà direttamente in trasmissione per parlarne con noi. Ovvio poi parlare anche di Massimo Troisi. Poche settimane fa, nel giorno in cui Massimo avrebbe compiuto 72 anni, la sorella Rosaria ha presentato il suo libro “Caro Massimo ti scrivo perché…” al Centro Fernandes di Castel Volturno. Nell'occasione Rosaria ha donato al centro Caritas il divano appartenuto all'attore e regista sempre nei nostri cuori.
Appuntamento martedì 25, ore 16, Radio Kaos Italy.
⚒️Tool, link utili, plug in, produttività, svago…
🕹️ Se come me eravate degli appassionati di simulatori di volo, vi piacerà questo simulatore ufficiale di SpaceX che ti permette di provare l’emozione di attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale. Difficilino ma affascinante. Precisione e pazienza richieste!
⏺️ SpeechTexter è uno strumento di trascrizione vocale che converte la tua voce in testo in tempo reale, utile per scrivere più velocemente. Io lo uso per prendere appunti al volo quando sono in macchina, segnarmi idee o buttare giù bozze di script.
✅ Pomofocus è un timer basato sulla tecnica del Pomodoro, utile per migliorare la produttività con sessioni di lavoro focalizzate. Cos’è la Tecnica del Pomodoro? E’ un metodo di gestione del tempo ideato negli anni ‘80 da Francesco Cirillo. Il principio è quello di alternare sessioni di lavoro intense a brevi pause per migliorare la concentrazione e la produttività. In pratica:
Scegli un'attività su cui lavorare.
Imposta un timer a 25 minuti (un "Pomodoro").
Lavora senza distrazioni fino allo scadere del tempo.
Fai una pausa di 5 minuti per ricaricare la mente.
Ripeti il ciclo e, dopo 4 Pomodori, fai una pausa più lunga (15-30 min).
🏞️ Earth.fm è una piattaforma che raccoglie suoni della natura registrati in alta qualità da tutto il mondo. Dai suoni della foresta pluviale amazzonica alle onde dell’oceano Pacifico, perfetto per rilassarsi e staccare dalla frenesia quotidiana.







Questa istruttiva review va fatta leggere e tutti i genitori di adolescenti, come minimo. Segnalo un altro film diretto da Philip Barantini, Accused, del 2023, dove un innocente ragazzo musulmano si ritrova vittima di una caccia alle streghe quando il suo nome inizia a circolare online identificandolo erroneamente come l'autore di un atto di terrorismo (solo perché ha la barba ed è musulmano). Può succedere a chiunque in ogni momento, di passare dalla pace all'inferno, e bastano due idioti che digitano su una tastiera dal divano di casa.